Santuario Madonna Brancere - parrocchia stagno lombardo

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SANTUARIO MADONNA DI BRANCERE
FESTA DELL'ASSUNTA
IL "PROGETTO SANTUARIO"

La trasformazione della Parrocchia di Brancere in  “Santuario della Madonna del Po” oltre alla sistemazione interna della chiesa (per un visuale più "mariano") richiede interventi sulle strutture di accoglienza già esistenti ma che hanno bisogno  di consistenti riforme. A cominciare dai bagni. Ma anche l'intonacatura esterna del salone, i serramenti, il riscaldamento. Poi c'è la cucina. Ed infine anche il cortile e il suo ingresso dal retro-chiesa. Insomma un impegno economico notevole che la piccola Comunità di Brancere non può certo sostenere da sola e quindi si affida al buon cuore di tutti coloro che, grazie alla Festa di Ferragosto sul fiume, hanno intessuto legami di devozione con la "Madonna Regina e Patrona del Po": un giorno all'anno sfila sul fiume ... ma nei restanti 364 ha una "casa" che merita di essere curata e resa accogliente. Un grazie sincero a tutti coloro che vorranno collaborare.
don Pedro
chiesa-santuario di Brancere
IL "PROGETTO SANTUARIO" : LA SITUAZIONE
LA MADONNA DEL CARMINE, INVOCATA ANCHE, IN QUESTO SANTUARIO, COME "PATRONA E REGINA DEL PO" ci protegga dalle alluvioni ma anche dalla siccità e dalla scarsità d'acqua nel grande fiume.
La Madonna del Carmine (Monte Carmelo)


Il Monte Carmelo (la cui etimologia ebraica significa “il giardino di Dio"; la variante "Carmine" viene invece dall'invocazione  spagnola "Virgen del Carmen" che lo deriva dall'arabo), pur non essendo molto elevato (circa 600 metri), prospicente sul mare e ricco di caverne naturali fu, fin dai tempi più remoti, luogo privilegiato per uomini di santa vita che cercavano la lontananza dal mondo e la vicinanza a Dio. Nella Bibbia è legato alla figura del grande profeta Elia (IX sec. a.C.) che su questo monte lanciò la sfida ai sacerdoti di Baal (come ci viene raccontato nel cap. 18 del Primo Libro dei Re).
Ed ancora è dall’alto di questo monte che scorgendo “una nuvoletta che, come una mano d'uomo, sale dal mare” annunciò la fine dei sette anni di siccità a cui era stato condannato Israele a causa delle sue infedeltà.
Mantenne nei secoli, con la sua natura selvaggia e incontaminata da insediamenti umani, la vocazione all’eremitaggio di coloro che, a imitazione del grande profeta Elia, cercavano, nell’austerità della vita e nella mortificazione del corpo, i mezzi per salvaguardare la purezza delle fede.
Questo movimento di pii solitari che si ritiravano sul Monte Carmelo, continuò fino a quando la spada di Maometto nel 637 conquistò Gerusalemme dalle mani dei Bizantini e assoggettò la Palestina.
Verso il secolo XI, un pio sacerdote calabrese eresse sui ruderi di una cappella anteriore una chiesetta alla Vergine, ed, avendo raccolti altri compagni, ebbe dal patriarca di Gerusalemme una regola di vita. Si iniziò così un culto verso Maria (il più bel fiore di quel giardino di Dio), che divenne la ‘Stella Polare, la Stella Maris’ del popolo cristiano. E proprio su questo monte, richiamato più volte nella Sacra Scrittura per la sua vegetazione, bellezza e fecondità, continuarono a vivere gli eremiti, finché nella seconda metà del sec. XII, giunsero alcuni pellegrini occidentali, probabilmente al seguito delle ultime crociate del secolo; proseguendo il secolare culto mariano esistente, si unirono in un Ordine religioso fondato in onore della Vergine, alla quale i suddetti religiosi si professavano particolarmente legati. Ebbe così inizio l'ordine dei Carmelitani, che annovera grandi figure di santi (Santa Teresa d'Avila, S. Giovanni della Croce, S.Teresa di Lisieux, S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e molti altri meno noti)

per DONAZIONI sul CONTO CORRENTE
Gesù Nazareno del riscatto.

A Madrid, vicino alla stazione ferroviaria di Puerta Atocha e al museo del Prado, si trova la Basilica del Cristo di Medinaceli. Entrando nella chiesa francescana lo sguardo corre sopra l’altare, dove dietro una balaustra campeggia una statua di Cristo a grandezza naturale.
E’ un Ecce Homo del XVI secolo, dal volto scuro ed espressivo, di rara finezza artistica.
Misura un metro e settantatre, scolpita in legno, indossa un abito viola con ricami d’oro. E’ coronato di spine, ha le mani incrociate sul petto, legate da corde. Al collo porta uno scapolare.
Il segno più incisivo che il pellegrino porta via, è l’immagine di quel volto scavato dal dolore, ma composto, che per amore ha portato su di sé tutti i peccati del mondo e che un frate ha riscattato da mani profane a rischio della propria vita.
La statua, realizzata da un abile ma sconosciuto artista di scuola sivigliana, nel 1645 fu donata ai frati cappuccini di Màmora, cittadella fortificata vicino a Tangeri, nella punta settentrionale del Marocco, che in quel tempo era colonia spagnola. Quando nel 1681 i “Mori” (così chiamavano gli spagnoli i musulmani africani) conquistarono la città, imprigionarono i cristiani e trafugarono le opere d’arte, tra cui la statua del Cristo, e le portarono a Mequinez (Meknes) alla corte del sovrano musulmano, Muley Ismael.
La statua venne oltraggiata e trascinata per le strade in segno di disprezzo per il cristianesimo e infine abbandonata in un letamaio. La ritrovò il padre trinitario Pedro de Los Angeles, che si recò dal re per chiederne il riscatto. Questi fissò il suo prezzo in monete d’oro, corrispondenti al peso della statua, minacciando di bruciarla insieme al cappuccino se non avesse trovato il denaro sufficiente. La statua era pesante, di legno massiccio, e il re Carlo II inviò ambasciatori con monete d’oro per riscattare sia gli schiavi cristiani, sia le opere d’arte. Al momento di pagare il prezzo del Cristo, la leggenda narra che la bilancia si fermò a 30 monete d’oro, sebbene il peso della statua fosse molto superiore a quello delle monete, simbolo dei trenta denari con cui Giuda tradì il Signore. Da quel momento la statua fu considerata miracolosa dai cristiani, ma suscitò le ire dei musulmani, che decisero di bruciare la sacra effigie.
Quando tentarono di attuare il progetto sacrilego, la peste colpì la città e i Mori si disinteressarono della statua, ritenendola riscattata dalle trenta monete.
Le immagini riscattate furono portate a Ceuta (sulla costa mediterranea, dove, al termine di una solenne processione, furono collocate nel Real Convento dei Padri Trinitari Scalzi: era il 28 gennaio 1682. Da Ceuta le immagini furono inviate in Spagna e da lì al Convento dei Trinitari Scalzi di Siviglia dove rimasero fino alla fine di luglio. A tutte fu appeso il santo scapolare con una croce celeste e rossa dei Trinitari Scalzi.
Nella seconda quindicina di agosto le statue arrivarono a Madrid. Il 6 settembre ci fu una solenne processione alla presenza dei Reali di Spagna, in riparazione delle offese subite dai Mori, durante la quale il Divin Redentore operò numerosi miracoli sugli infermi presenti.
Da quel momento fu detta “il Cristo del riscatto” e le fu imposto lo scapolare che indossavano gli schiavi riscattati.
Destinata definitivamente a Madrid, il duca di Medinaceli – primo ministro della nazione - fece costruire nei suoi terreni una cappella per ospitarla; da allora la statua è nota col nome di “Cristo di Medinaceli”. [leggi tutto qui]
IL QUADRO DEL
CRISTO NAZARENO
Storia e devozione
GESU' DI MEDINACELI
ALTOBELLO MELONI
somiglianze
LA TRASFORMAZIONE IN ATTO
MADONNA IMMACOLATA
Copia fedele di un quadro del pittore spagnolo Bartolomé Esteban Murillo (realizzato nel 1660 e conservato nel Museo del Prado a Madrid in Spagna) dipinta e donata alla chiesa di Brancere nel 1912 dalla Sig.ra Ines Gorra
QUADRO DELL'ASCENSIONE
ORIGINALE DEL GHISLINA
la sua collocazione attuale
L'ALTARE DELL'EUCARESTIA
parrocchia stagno lombardo 2020
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